26 set 2010

In Piazza in 10.000 ... 10.000 voci per dare voce a chi non ce l'ha!

Roma 25-09-10 I numeri parlano chiaro: c'erano circa 10.000 animalisti in Piazza accorsi per dire NO alla pratica sperimentale più barbara e crudele ... la VIVISEZIONE. L’iniziativa è stata lanciata dal coordinamento autonomo, formato da attivisti e non da associazioni,«Fermare Green Hill». Cos'è Green Hill? Green Hill, presente dal 2001, è un’azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per poi venderli ai laboratori di vivisezione. Da questo allevamento più di 250 cani ogni mese finiscono nelle loro gabbie, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli di tortura. Cani nati per morire, condannati a soffrire per tutta la loro esistenza. Il corteo è partito alle 15 da piazza della Repubblica ed un mare di animalisti ha invaso la capitale urlando a gran voce... perchè chi è chiuso nei laboratori dell'orrore non può farlo... gli  vengono tagliate le corde vocali per non sentire le loro urla soffocanti di dolore... per non sentire la loro agonia. La manifestazione, che si è svolta in maniera del tutto pacifica, è terminata alle 19.00 in Piazza del Popolo. E mentre a Roma si svolgeva la manifestazione, alcuni attivisti di ’110%animalisti’ hanno compiuto un blitz alla Green Hill di Montichiari, nel bresciano, ed  hanno attaccato oltre 50 locandine adesive contro la vivisezione sui muri, sulle finestre e sui cancelli dell’azienda. Poi, i militanti hanno liberato una decina di cornacchie e gazze prigioniere in una enorme gabbia posizionata all’interno di un campo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno identificato i militanti. Oltre al Ministro Brambilla anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha preso posizione contro la vivisezione: «Se fossi stata a Bruxelles senza dubbio avrei votato contro la Direttiva approvata. Ribadisco il mio impegno - ha aggiunto - per la promozione di tutti i metodi alternativi alla sperimentazione con gli animali, sottolineo che l'obiettivo deve essere quello di arrivare ad escluderla». La Direttiva Europea di cui parla l'On.Martini è stata approvata l'8 Settembre dall'UE e ci rimanda indietro anni luce... Cani e gatti randagi potranno finire sul tavolo operatorio di qualche ricercatore esaltato, che potrà aprire loro il torace o il cervello senza nemmeno l'anestesia. Potrà farli a pezzi e torturarli a suo piacimento col beneplacito delle case farmaceutiche e della comunità scientifica ammantando il suo sadismo di scopi umanitari. E i primati, le grandi scimmie dall'intelligenza umana, potranno essere tenute in isolamento e in condizioni che generano angoscia, paura e stress senza che i loro carnefici possano essere accusati di crudeltà. E noi animalisti cosa faremo? Noi che già ci disperiamo ogni giorno, noi che abbiamo case, giardini e garages affollati di bestioline che abbiamo recuperato per non farle finire nei canili lager, dovremmo accettare il fatto che ogni animale che vive sulla strada potrebbe finire fatto a pezzi in un laboratorio? Dovremmo tollerare che i canili possano cedere i loro ospiti ai laboratori di ricerca, autorizzati a procurarsi con ogni mezzo le loro "cavie"? Dovremmo riuscire a dormire pensando che a due passi da casa nostra potrebbero esserci centinaia di animali che soffrono e agonizzano senza che nessuno possa far niente per salvarli? Questo è il peggiore degli incubi, è la più atroce e turpe tra le realtà possibili, questo è l'offuscamento della ragione mascherato da ricerca scientifica. 

 

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