19 gen 2011

Diario di tre giorni con i volontari de "Gli Angeli di Pasquale"

Diario di tre giorni con i volontari di Gli Angeli di Pasquale
A tutti quelli che pensano che i volontari del Sud amplifichino i problemi del randagismo e dei canili del Sud suggerisco di viverci in stretto contatto per un paio di giorni, come ho fatto io e comprenderanno che nulla di ciò che leggiamo è lontanamente vicino alla realtà. Scrivo questo reportage dopo tre giorni passati a Napoli, vivendo 24 ore su 24 con i volontari dell’Associazione Gli Angeli di Pasquale, per far partecipi tutti della fantastica esperienza che ho vissuto, sono tornata lasciando con loro una parte del mio cuore. Dopo questa esperienza mi vergogno di qualificarmi volontaria, perché quello che io faccio (raccogliere coperte cibo e medicine, fare controlli pre e post affido, qualche stallo urgente di un paio di gg, ) è ridicolo a fronte di quello che loro fanno quotidianamente. Lo condivido con tutti quelli che pensano solo a criticare perché non vengono sempre e prontamente tolti cani da situazione di disagio. Non è facile, non è per niente facile vivere la loro realtà, risolvere emergenze continue senza alcun aiuto.

VENERDì
Sono partita da Milano venerdì 14 gennaio alle 7.10 e sono atterrata a Napoli alle 8:25, sono ripartita domenica alle 20:10. Tre giorni pieni di emozioni forti. Appena arrivata Pasquale e Giovanna hanno subito voluto farmi conoscere la realtà del Vesuvio. Ci siamo fermati con un saccone di pappa e d abbiamo iniziato ad essere circondati da branchi di cani. Questo è un luogo bellissimo, un giardino che al suo esordio doveva essere qualcosa di indescrivibile, attualmente vi è solo degrado e cani randagi. Non so quanti ne ho contati, sbucavano da ogni angolo, gruppi da una parte e gruppi dall’altra. Cuccioli, mamme con cuccioli già svezzati e inselvatichiti, mamme che nascondono gelosamente le proprie cucciolate impedendoci di avvicinare i cuccioli, li sentiamo solo piangere da lontano, femmine in calore, aggredite da più maschi, maschi che convivono pacificamente e maschi che allontano altri. Femmine gravide, cani ammalati di rogna, denutriti, spaventati. Pasquale riesce a prendere un cucciolo meraviglioso, pelo lungo bianco con macchie nere, lo mettiamo in auto per portarlo al rifugio. Lo chiamano Fabrizio in mio onore. Dopo il Vesuvio andiamo al canile. E’ un bel canile, nulla da dire... ma sono scioccata. Centinaia e centinaia di cani, gabbie con molti cani. Non escono mai, sono puliti e nutriti, ma sempre in gabbia. Gli occhi di alcuni di loro raccontano storie che io sono in grado di leggere. I recinti per i cani con la Leishmania sono completamente avvolti da una zanzariera spessa spessa che impedisce alla luce di entrare, non vedono mai il sole. Il personale e le veterinarie ci accolgono con grande cordialità, ma il mio cuore inizia ad incrinarsi... Mangiamo velocemente ed andiamo al Rifugio. Ed ora c’è la routine quotidiana: si aprono i recinti così tutti i cani possono godere del sole e sgranchirsi le zampe, intanto si raccolgono le feci e si lavano i recinti, VUOTI. Poi si passa la candeggina per tenere il tutto il più possibile pulito. Si raccolgono le ciotole per essere lavate e si cambia l’acqua da bere. Per i cani anziani ed i cuccioli ci sono calde coperte che sono quotidianamente controllate che non siano bagnate o sporche, eventualmente si sostituiscono, tutti i cani hanno grandi cucce di legno sospese da terra, ed i recinti sono tutti coperti e chiusi sul retro. Ci sono le terapie da fare agli ammalati e finalmente è l’ora della pappa. A gruppi di quattro vengono rimessi nei recinti e si distribuiscono le ciotole piene di pappa. Quando sono arrivata al rifugio tutti i cani abbaiavano, al momento di lasciarli sono tutti tranquilli. A questo punto si pensa che la giornata sia finita, ma non è così. Il sabato è giorno di staffetta vanno preparati i cani per l a partenza, mancano i trasportini, Pasquale, con un‘altra ragazza, si fa quasi due ore di auto per andare a recuperarne un po'. La sera c’è la riunione di tutto il gruppo, si mangia insieme la pizza. E’ per me l’occasione di conoscere tutti, volti che erano solo un contatto su face, persone con cui ho parlato solo al telefono o attraverso le mail. Si preparano i moduli per i cani che partono, si allegano numeri di microchip, libretti sanitari, appunti per chi deve seguire una terapia. Si è fatto notte, mezzanotte passata, quando finalmente andiamo a letto.

SABATO

Sveglia alle 3 e trenta, è notte, almeno non fa troppo freddo, Siamo al rifugio, finiamo di assemblare gli ultimi trasportino, ci mettiamo dentro i cani. Sarà per loro un lungo viaggio, sono spaventati. Mi piange il cuore vederli terrorizzati, alcuni non sono mai stati in auto se non al momento della cattura ed ora hanno davanti ore ed ore di viaggio, ma questo è un viaggio della speranza, è il viaggio verso una casa calda, dove ci sarà cibo sicuro, ma soprattutto è il viaggio verso l’amore che finora è stato loro negato, coccole carezze, finalmente la conoscenza di mani che servono non a scacciare, picchiare, maltrattare,ma ad amare. Mi tranquillizzo anche io. Con tre auto li portiamo ad un ‘ora di auto da noi dove c’è un furgone che li aspetta. Si sono fatte le 6,30, tutto è stato fatto, le pratiche eseguite, ogni trasportino ha il suo numero, ci beviamo un caffè e torniamo a casa ed a letto. Ma ai cani al rifugio non interessa che noi siamo stanchi ed alle due come tutti i giorni siamo di nuovo pronti a pulire, accarezzare, curare e cibare. E’ arrivato un bassottino, Pa lo ha preso dal canile, sarebbe morto lì ancora un giorno, magro da far paura, un cagnolino padronale che non mangia le crocchette del canile, al rifugio però la pasta e la carne la mangia, eccome se la mangia, forse ce la farà. Poi torniamo sul Vesuvio, è l’imbrunire, e ce ne sono pochi in giro, ma distribuiamo ugualmente le crocchette. C’è un nuovo abbandono, è un Pointer, ha ancora il collare, deve essere stato abbandonato da poco, corre all’impazzata, è terrorizzato, quasi sbatte tanto è disorientato. Questo qui è normale.Pa è sempre al cellulare, origlio discretamente, emergenze, sempre emergenze. Ci sono 9 cuccioli in un parcheggio, sono stati partoriti in una tana ed ora messi in una scatola, ma iniziano a muoversi è troppo pericoloso lasciarli li ... dove li mettiamo?

DOMENICA
Iniziamo dal Vesuvio, Altri cani, non sono gli stessi del giorno prima, i branchi si spostano di continuo. Fotografo quelli che si lasciano avvicinare, controlliamo le mamme con i cuccioli, ma non ci possiamo avvicinare, facciamo un lungo giro distribuendo pappa. C’e una femmina con cucciola bellissime, ma sono selvatiche e non le riusciamo a prendere. Poi vediamo lei, media taglia mammelle che scendono, allatta o è gravida? Si lascia accarezzare , ci segue durante il giro, Pa decide di prenderla, ma abbiamo l’auto lontano, la cagnetta ci segue , ma ad un certo punto si blocca, evidentemente è la zona di un altro branco. Restiamo io e Gio con lei e Pa va a prendere l’auto. La carichiamo e partiamo. Scopriranno solo lunedì, quando io non ci sarò più, che la cagnetta è la mamma di Fabrizio, il cucciolo preso venerdì, che gioia vedere le foto di loro due che si annusano leccano e si mettono vicini vicini come per farsi coraggio in un ambiente che non conoscono, loro non lo sanno , ma quella è la loro salvezza. Decidiamo di andare a vedere i cuccioli della scatola. Il posto è chiuso di domenica, scavalchiamo la rete, Ne contiamo 7, domani sarà pieno di auto, è troppo pericoloso, Pa cerca stalli, ma sono tutti pieni di cani e gatti. La volontaria che li segue ci spiega che in teoria sono 9, due sono ancora nella tana dove sono nati, ma non riescono ad uscire e la mamma sono due o tre giorni che non li segue più. Bisogna assolutamente prenderli, ma la tana è profonda almeno un metro scorre per oltre 2 metri. ,non abbiamo neppure una pala. Ci rinunciamo momentaneamente e andiamo al canile. Dobbiamo ritirare una cagnetta che è stata sterilizzata. Un'altra vittima del Vesuvio, ringhiava e non si lasciava prendere, ed era in calore, ma giovedì si è rintanata fra le gambe di Pa, era ferita sul musetto dai morsi dei maschi, cercava protezione. Prendiamo la cagnetta, quella che abbiamo nel trasportino vomita o fa la cacca, la puzza è forte, apriamo i finestrini e ridiamo. Ci facciamo imprestare dal canile la pala e torniamo dai cuccioli. Dopo un primo tentativo, non riuscito di scavare una buca che può intercettare quella dove ci sono i cuccioli, si decide di aprire la tana dall’entrata, sperando non frani. Il lavoro è lungo, io e Gio diamo suggerimenti, ma è Pa che scava…sotto l’indifferenza di tutti. Finalmente si vede una macchia bianca, dopo altre palate di terra Pa lo riesce ad acciuffare, ma ne manca ancora uno. Si continua e finalmente anche il secondo, questo tutto nero è in salvo. Si chiude la tana. Ora c’è il problema di dove metterli, sono troppo piccoli, rispetto ad i fratelli, Gio si offre di tenerli lei, ieri sono partiti i due che aveva in stallo. Gio ne sceglie anche tre dei fratelli, ne resteranno quattro e sarà più facile trovare uno stallo anche per loro. Infatti dopo una serie di telefonate, pare che ci sarà. Torniamo a casa con sette nuovi cani ed una puzza che non ci fa respirare....Scopriremo dopo che non è cacca , ma vomito, avevano mangiato carne cruda marcia. Piccola pausa per mangiare e torniamo al rifugio. Sistemiamo i due nuovi arrivati e si ricomincia come sempre. Si liberano i cani si pulisce cibo medicine…. Ma questo per me è l’ultimo giorno, li conto uno per uno, li accarezzo, mi annoto di spedire le gocce miracolose per il pastore che soffre di otite. Do l’ultima carezza alla yorkina, vecchietta padronale abbandonata perché piena di tumori alle mammelle ed incidentata con femore e bacino rotto. Forse andrebbe lasciata andare sul ponte, ce lo siamo chiesto tutti, ma nonostante le sue condizioni ha voglia di vivere, si muove a fatica, ma ora che sta un po’ meglio si alza per bere e fare pipi, e mangia con appetito, aspettiamo il responso del veterinario. Se la guardi negli occhi non la riesci a lasciar andare. Ma l’ultimissima carezza è per Carmelina, sembra un pastore belga, solo più bassa e più cicciotta, due occhi che ti prendono l’anima, nel tempo passato al rifugio, tutti e tre i giorni sempre attaccata a me, cercando di riuscire a leccare le mie mani indaffarate. L’ho accarezzata con le lacrime che mi scendevano, lei il simbolo di tutte queste anime sperdute, lei abbandonata con un grosso tumore all’ano, grosso come una noce di cocco, mi sono sempre domandata dove stava il grande uomo mentre questa massa cresceva…Ora sta bene, ma è lì che aspetta. Ho cinque cani che mi aspettavano a casa, tutti presi al canile, quattro dei quali al sud, non posso prenderne un altro, rischio il divorzio, ma continuo a pensarla ed a versare lacrime… Poi di corsa a cambiarsi e all’aeroporto. Era ora di tornare a casa.
 
Quello che ho vissuto in questi giorni ho cercato di descriverlo, ma quello che mi ha lasciato dentro il cuore, quello è solo mio e , non sarei comunque in grado di descriverlo con le parole. Pasquale e Giovanna sono persone speciali, mi hanno fatto sentire a casa, hanno condiviso tutto con me, ho cercato di essere loro utile, ma è stata una goccia nel mare. Posso solo dire che per me è stato un onore stare con loro, che farò di tutto per aiutarli e che tornerò…
 
Con affetto Fabrizia 
mamma di Mustafà

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12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ora le lacrime agli occhi vengono a me....che "Gli Angeli di Pasuqale" fossero persone speciali lo sapevamo, ma grazie a questa bellissima testimonianza ora sappiamo ancora di più. Siete meravigliosi e io vi ammiro davvero tantissimo.
Grazie Fabrizia, per aver condiviso con tutti noi questa bellissima esperienza!
Un bacio grande a tutti voi e un abbraccio ai pelosi.
Michela e pelosi (Tulio e Mary Queen)

Anonimo ha detto...

Anche io ho letto questa meravigliosa testimonianza con le lacrime agli occhi.

E' importante sapere nei dettagli quello che fate. Mi fa sentire un pò inutile, ma è giusto così.
Un abbraccio forte.
Tiziana e Minoù

Anonimo ha detto...

dopo le parole di fabrizia che vidi a milano con mustafa'mi sento solo molto impotente.io gestisco un trovatello e un pasqualino,do'un'offertina mensilmente,ma che faccio?nienteee

Anonimo ha detto...

Non è vero che non fai niente... Loro sono da ammirare per tutto quello che fanno e per l'impegno con cui lo fanno, ma se non ci fossero gli adottanti il loro lavoro non darebbe gli stessi risultati. Certo, si può fare sempre di più, ma fare qualcosa è già importante.

Anonimo ha detto...

dico solo questo,ma come si fa a comprare ancora cani?i canili sono pieni,girate in qualunque canile,in qualunque rifugio,prendete un cane come piu'vi aggrada ma non compratelooo,liberate qualcuno,il mondo e'pieno di cani,purtroppo....non fateli figliare,aiutate quelli che disgraziatamente sono venuti al mondo

Anonimo ha detto...

Grazie Fabrizia per questa bellissima testimonianza.....che gli Angeli di Pasquale fossero delle persone straordinarie gia l'avevo scoperto quando ho adottato Kero, ma la tua testimonianza ne è la prova.
Vi voglio un mondo di bene.
Simona e Kero

Anonimo ha detto...

anche a me sono venute le lacrime agli occhi, io credo in voi, voi siete la loro speranza e anche se non sanno parlare i loro occhi si e la loro gratidudine e' qualcosa di piu' che un semplice "grazie" e voi lo sapete meglio di me. come gli altri mi sento impotente e mi rendo conto che c'e' davvero troppa indiffirenza nei loro confronti... tra le mie braccia ho un piccolo che avete salvato dal tombino e ora e' il mio bambino peloso e se non c'eravate voi non l'avrei mai incontrato, Grazie Pasquale, grazie a tutti voi.
Alessandra e Davis

fabietto ha detto...

commovente...non dico altro....un giorno anch'io farò questo viaggio....come espiazione forse...sicuramente con il senso di impotenza, di non poter fare quanto si vorrebbe....a tutti voi ragazzi il mio grazie più sincero: SIETE MITICI continuate a guidarci con il vostro esempio!

Miria ha detto...

Grazie per questo racconto:))
Fantastico quello che riuscite a fare Angeli!!
Grazie di cuore:*

Maddalena Di Tolla Deflorian ha detto...

E' una testimonianza bellissima e utile.
Grazie agli Angeli di Pasquale per tutto quello che fanno.
Appena mi restano dei soldi ve li mando.
Vorrei essere ricchissima:-)

Mara ha detto...

Scusate ma visto che non sono brava con questo genere di siti chiedo qui: Io vorrei tanto fare del volontariato, preferibilmente con degli animali, sono disposta a tutto tranne a raccogliere soldi o cose del genere, ma ho solo 15 e su internet non ho trovato nulla, qui potrei essere utile?

GLI ANGELI DI PASQUALE ha detto...

Mara, scrivici a gliangelidipasquale@yahoo.it
Ti risponderemo via mail!
Lo staff

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